Emergenza Covid-19. Le disposizioni di contrasto all’emergenza epidemiologica ed il loro impatto sull’attività giudiziaria (e non solo).

di Riccardo Traina Chiarini e Silvia Mosca
[aggiornato al 2 luglio 2020]

Dopo le varie restrizioni imposte in relazione alla mobilità personale e allo svolgimento di determinate attività lavorative dai D.L. n. 6/2020 ed i successivi D.L. n. 19/2020, DPCM 17 maggio 2020 (le cui misure hanno sostituito quelle previste dai DPCM 26 aprile 2020 e dai precedenti Decreti Presidenziali) in ragione dell’emergenza sanitaria generata dalla diffusione del Covid-19, come disposto dal D.L. n. 33/2020 e dal D.P.C.M. dell’11 giugno 2020 (che ha sostituito le disposizioni del DPCM del 17 maggio 2020), mentre le limitazioni inerenti alla mobilità personali sono venute meno lo scorso 17 maggio, con conseguente possibilità di spostamenti sia regionali sia interregionali, a partire dal 15 giugno 2020 scorso sono venute meno quelle connesse allo svolgimento delle ultime attività lavorative ancora sospese per ragioni di sicurezza.

Ciò premesso, per quanto riguarda nello specifico lo svolgimento delle attività legali e giudiziarie, l’art. 83, commi 1 e 6, del D.L. n. 18/2020, come modificato dall’art. 36, comma 1, del D.L. del 8 aprile 2020 n. 23, ha distinto un primo periodo, compreso dal 9 marzo 2020 all’11 maggio 2020, caratterizzato dal rinvio d’ufficio di tutte le udienze civili e penali differenti da quelle previste dall’art. 83, comma 3, e dalla sospensione di tutti i termini procedurali, da un secondo periodo, compreso dal 12 maggio 2020 al 31 luglio 2020, per il quale è stato previsto l’intervento da parte dei capi degli uffici giudiziari attraverso l’adozione di apposite misure organizzative, anche per la trattazione degli affari giudiziari, idonee a consentire il rispetto delle indicazioni igienico-sanitarie fornite dal Ministero della salute.

In base agli attuali provvedimenti adottati ai sensi dei commi 6 e 7 dell’art. 83 D.L. n. 18/2020 da parte del Tribunale e dalla Corte d’Appello di Bologna, le principali misure introdotte nel settore civile per il suddetto secondo periodo possono essere schematizzate come segue:

  • ai sensi del comma 8 dell’art. 83 del suddetto decreto, continuano ad essere sospesi dal 12 maggio al 31 luglio 2020 i termini di decadenza e di prescrizione per i soli procedimenti ancora soggetti a rinvio in ragione delle disposizioni organizzative adottate dai capi degli uffici giudiziari;
  • Sono rinviate d’ufficio, a data successiva al 31 luglio 2020, le prime udienze di trattazione ai sensi dell’art. 350 c.p.c., ad eccezione di quelle per cui la ritardata trattazione possa produrre un grave pregiudizio per le parti, così come le udienze di convalida di sfratto e l’esecuzione dei provvedimenti di rilascio degli immobili, anche ad uso non abitativo;
  • dal 12 maggio al 31 luglio le udienze di cui è ammesso lo svolgimento dovranno essere tenute con le modalità previste dalle lettere f) e h) dell’art. 83, comma 7, D.L. n. 18/2020, consistenti, nel primo caso, nel collegamento da remoto e, nel secondo, nella trattazione cartolare;
  • l’accesso ai servizi degli uffici giudiziari è sottoposto a sistema di prenotazione online, reperibile nei rispettivi siti online, funzionale a garantire il rispetto delle norme igienico-sanitario e a controllare in numero degli utenti in entrata, evitando così assembramenti all’interno dell’ufficio e contatti ravvicinati tra le persone.

Per quanto riguarda la sospensione dei termini, ai sensi dell’art. 83, comma 6, del D.L. n. 18/2020, è prevista la sua estensione a tutte le attività il cui compimento risulti precluso dai provvedimenti adottati dai capi degli uffici giudiziali sino a data a data successiva al 31 luglio 2020. Nel dettaglio, si intendono sospesi i termini stabiliti per l’adozione di provvedimenti giudiziari e per il deposito della loro motivazione, per la proposizione degli atti introduttivi del giudizio e dei procedimenti esecutivi, per le impugnazioni e, in genere, tutti i termini procedurali. Ove il decorso del termine abbia inizio durante il periodo di sospensione, l’inizio stesso è differito alla fine di detto periodo. Quando il termine è computato a ritroso e ricade in tutto o in parte nel periodo di sospensione, è differita l’udienza o l’attività da cui decorre il termine in modo da consentirne il rispetto.

Rispetto al rinvio d’ufficio delle udienze, invece, occorre precisare come il Tribunale di Bologna abbia disposto una serie di criteri (urgenza, stato del procedimento, numero parti..) in base ai quali procedere alla ricalendarizzazione delle udienze, le quali, nel caso di impossibilità di attuazione delle modalità del collegamento da remoto e della trattazione cartolare, dovranno svolgersi esclusivamente a porte chiuse, mentre la Corte d’Appello abbia deciso di rinviare, per l’appunto, tutte le prime udienze ex art. 350 c.p.c., ad esclusione però di quelle in materia di riconoscimento della protezione internazionale, di accertamento dello stato di apolide e di permesso di soggiorno, e di procedere con lo svolgimento dei procedimenti cautelari, di quelli in materia di diritto di famiglia (es. procedimenti ex artt. 337-bis e 433 e ss. c.c., 708 e 709-ter c.p.c., separazione e divorzio con affidamento di figli minori e reclami in materia di amministrazione di sostegno), di quelli soggetti a rito contenzioso ordinario e a rito sommario di cognizione (es. udienze ex artt. 189 e 281-sexies c.p.c., udienze di precisazione e di discussione soggette al c.d. vecchio rito e procedimenti elettorali) e di quelli speciali e da trattarsi con rito camerale (es. Ricorso Pinto, opposizione contro sanzioni amministrative, reclami ex artt. 18, 26 e 183 l.f.).

Per quanto riguarda invece gli sfratti, sia le udienze di convalida che l’esecuzione dei provvedimenti di rilascio sono stati rinvio a data successiva al 31 luglio 2020, in quanto non configurano una tipologia di procedimento che si presta alla trattazione in teleconferenza o in forma scritta.

Ad ogni modo, con specifico riferimento alle udienze di convalida, in questo periodo di sospensione il Tribunale ha elaborato un sistema al fine di organizzare tutte quelle udienze che sono state interessate dal rinvio, così come quelle di nuova proposizione. In particolare, dallo scorso 15 giugno è stato messo a disposizione dell’utenza un nuovo programma online attraverso cui procedere alla prenotazione del giorno e dell’ora delle nuove udienze per la convalida di sfratto, a partire dal mese di settembre. Nel procedere con la prenotazione viene richiesta l’indicazione della natura dell’immobile interessato dalla procedura, in quanto, al fine di garantire il distanziamento sociale, sono stati individuati distinti luoghi in cui trattare i procedimenti in esame, ovvero la tradizionale Sala delle Colonne per gli sfratti di immobili ad uso abitativo e le stanze dei giudici nominati nel caso di sfratti di immobili commerciali. Inoltre, sono state previste delle specifiche fasce orarie in cui svolgere i vari procedimenti di sfratto, che si distinguo a seconda della tipologia dell’udienza e del rinvio a cui è stata sottoposta; nello specifico, a partire da settembre:

  • il lunedì mattina, dalle ore 9.00 alle ore 11.00, verranno trattate sulla base dell’ordine di prenotazione le nuove udienze di convalida di sfratto, articolate in tre fasce orarie;
  • il lunedì mattina, dalle ore 12.00 in poi, verranno eseguiti sia i procedimenti già rinviati per la verifica della sanatoria per concessione del termine ex art. 55 L. 392/78 o dell’avvenuto accordo ai sensi del Protocollo Prefettizio, sia i procedimenti relativi ad immobili ad uso non abitativo con prima udienza fissata nel periodo compreso tra il 9 marzo e il 31 luglio;
  • il lunedì pomeriggio, dalle ore 14.00 in poi, saranno tenuti i procedimenti relativi ad immobili ad uso abitativo con prima udienza fissata nel periodo compreso tra il 9 marzo e il 31 luglio;

Infine, per quanto concerne l’accesso e le attività svolgibili presso gli uffici giudiziari, sono stati previsti dei sistemi di prenotazione similari a quello appena esaminato per gli sfratti, al fine di controllare il numero di utenti e garantire il distanziamento sociale necessario. Più nel dettaglio:

Inevitabilmente, dunque, le descritte previsioni condizioneranno l’attività giudiziale in senso lato. Riteniamo che sia assolutamente opportuno portarvi rispetto ed evitare attività che, dal lato pratico, possano essere rimandate successivamente al momento di cessazione delle suddette misure. Esattamente come rispettiamo e raccomandiamo di rispettare le misure finalizzate a contrastare l’emergenza epidemiologica applicabili a tutti i cittadini, evidenziando come le stesse (ed i problemi interpretativi delle stesse) possano creare situazioni cui è necessario prestare la massima attenzione.

Anche per questo siamo, come sempre e a maggior ragione in un momento così delicato, a vostra totale disposizione per qualsiasi esigenza.

 

Prima di concludere, segnaliamo come oltre all’attività giudiziaria, provvedimenti di gestione e contenimento dell’emergenza epidemiologica abbiano interessato anche il settore della proprietà intellettuale.

A livello nazionale, con l’art. 103, comma 1, della L. n. 27/2020, confermando la sospensione già disposta con Decreto direttoriale dell’11 marzo 2020 della Direzione Generale per la Tutela della Proprietà Industriale dell’UIBM, come ampliata dal D.L. n. 23/2020, art. 37, è stata prevista la sospensione per il periodo compreso tra il 23 febbraio 2020 e il 15 maggio 2020 di tutti i termini in scadenza. Nello specifico, tra i termini soggetti a tale sospensione rientrano quelli di cui al: – l’art. 3 del Regolamento di attuazione del Codice di Proprietà Industriale; – l’art. 176 del C.P.I, relativo ai termini perentori del procedimento di opposizione alla registrazione di marchi; – l’art. 198 del C.P.I., relativamente all’autorizzazione al deposito estero; invece, restano esclusi dal perimetro applicativo della sospensione i termini di cui all’articolo 147, comma 1, del C.P.I., relativi ai ricorsi dinanzi alla Commissione dei ricorsi. A tal fine non vi è necessità di presentazione di specifica istanza da parte degli interessati e tutti i termini interessati dalla sospensione riprenderanno a decorrere per la parte residua allo scadere di tale periodo. Si noti che è richiesto che, nel procedere al successivo adempimento, l’interessato è tenuto a precisare, nel campo “nota depositante” del modulo cartaceo o telematico, che il termine ordinario non è stato rispettato a causa dell’emergenza sanitaria da COVID-19.

Il successivo comma 1-bis del medesimo art. 103 dispone la proroga della validità di certificati, attestati, permessi, concessioni, autorizzazioni e atti abilitativi in scadenza tra il 31 gennaio e il 31 luglio 2020 per i novanta giorni successivi alla dichiarazione di cessazione dello stato di emergenza; resta fermo che, dopo la predetta data, è onere dell’interessato, che intenda prolungare la durata di un titolo di proprietà industriale, attivarsi nelle forme già previste dall’ordinamento al fine di conseguirne il mantenimento in vita o rinnovo.

Anche a livello europeo ed internazionale sono numerose le disposizioni di proroga dei termini in scadenza, di sospensione di udienze orali o di ricorso a modalità di video conferenza, per adeguarsi alla situazione emergenziale generata dal COVID-19.

Il Direttore esecutivo dell’EUIPO ha emesso la decisione n. EX-20-3, e la conseguente decisione n. EX-20-4, prorogando all’18 maggio 2020 tutti i termini in scadenza tra il 9 marzo 2020 ed il 17 maggio 2020 che interessano tutte le parti dinanzi all’EUIPO. Ciononostante, vista la possibilità che alcuni utenti possano ancora incontrare difficoltà a causa dell’epidemia di COVID-19, sono state disposte ulteriori indicazioni sui soliti mezzi a disposizione dell’utenza e, in particolare, l’EUIPO ha riconosciuto come le difficoltà derivanti dalle misure adottate dalle autorità pubbliche contro la pandemia causata dall’epidemia COVID-19 o da casi di malattia della parte o del suo rappresentante per lo stesso motivo possano costituire circostanze eccezionali considerabili appropriate per la concessione di seconde e successive proroghe, sospensioni o restitutio ad integrum.

Parimenti l’EPO con la Decisione CA/D6/20 del 28 maggio 2020 e le Comunicazioni del 13 maggio, 25 maggio e 29 maggio 2020 ha adottato misure idonee a fronteggiare il problema dei termini in scadenza e dello svolgimento del procedimento orale dinanzi alle Commissioni di ricorso, alle Divisioni di esame ed alle Divisioni di opposizione. Per quanto concerne i termini in scadenza il o a seguito del 15 marzo 2020, è stata disposta la proroga dei medesimi fino al 2 giugno 2020 e, con specifico riferimento ai termini previsti per i pagamenti di tasse e commissioni annuali, è stata disposta la sospensione della regola ex art. 51 CPE per il periodo compreso dal 1 giugno sino al 31 agosto 2020. Per quanto riguarda i procedimenti dinanzi alle Divisioni di Esame ed alle Divisioni di Opposizione ha disposto il rinvio, fino a nuovo avviso, tutti i procedimenti orali previsti a data successiva al 14 settembre 2020, tranne nei casi in cui l’EPO abbia disposto lo svolgimento dei processi mediante videoconferenza, mentre, per i procedimenti orali dinnanzi alle Commissioni di ricorso, l’EPO ha stabilito a partire dal 18 maggio 2020 si terranno nei locali della Commissione stessa, ad eccezione dei procedimenti orali condotti in videoconferenza (VICO),

La WIPO, con le Comunicazioni del 19 marzo 2020, n. 7 e n. 5, del 21 aprile 2020 n. 27 e del 23 aprile 2020 n. 14, facendo riferimento sia al Sistema di Madrid per la registrazione internazionale dei marchi sia all’Accordo dell’Aja relativo al deposito internazionale dei disegni e modelli, ha previsto che, data la concreta possibilità di riscontrare problematiche con l’accesso alla posta e ai servizi di consegna, nonché alla comunicazione elettronica, ed in caso di mancato rispetto dei termini, un atto è comunque considerato tempestivo se la relativa comunicazione è inviata entro cinque giorni dal recupero dell’accesso alla posta o ai servizi di consegna o alla comunicazione elettronica. In ogni caso, la WIPO deve ricevere la comunicazione entro e non oltre sei mesi dalla data in cui è scaduto il termine in questione, con annesse adeguate prove del ritardo causato dall’attuale situazione emergenziale.

 

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