Emergenza Covid-19. Le disposizioni di contrasto all’emergenza epidemiologica ed il loro impatto sull’attività giudiziaria (e non solo).

di Riccardo Traina Chiarini e Silvia Mosca
[aggiornato al 26 marzo 2020]

Al fine di fronteggiare l’attuale situazione di crisi generata dalla diffusione del Coronavirus, con il D.L. n. 6/2020 ed i successivi D.P.C.M. 8 marzo 2020, 9 marzo 2020, 11 marzo 2020, 22 marzo 2020 e D.L. n. 19/2020, sono state introdotte una serie di misure finalizzate a contrastare l’emergenza epidemiologica, i cui effetti al momento si estenderanno fino al prossimo 3 aprile e che limitano la mobilità pubblica e lo svolgimento di date attività lavorative e commerciali.

Coerentemente a tali disposizioni, anche noi abbiamo deciso di evitare il più possibile l’uscita dalle nostre abitazioni e, quindi, l’accesso in Studio ove non strettamente necessario, agevolando il c.d. telelavoro, limitando al minimo le riunioni e sospendendo tutti gli spostamenti.

Ciononostante rimaniamo regolarmente raggiungibili ai numeri di telefono indicati nella sezione contatti del sito ed in quelle dedicate ai singoli professionisti (in caso di mancata risposta si prega di lasciare un messaggio in segreteria), oltre che via email.

Pur non trovandoci bloccati nella nostra operatività quotidiana, tuttavia, segnaliamo come le misure adottate dal Governo, in particolare con il D.L. 17 marzo 2020, n. 18 (che ha disposto l’abrogazione degli artt. 1 e 2 del D.L. n. 11/2020), entrato in vigore il 18 marzo 2020, condizionino direttamente anche lo svolgimento delle attività legali e giudiziarie, al momento per il solo periodo fino al 15 aprile 2020.

A livello nazionale, le principali misure introdotte dalla normativa indicata possono essere schematicamente riassunte nel modo che segue:

  • le udienze fissate per il periodo compreso tra il 9 marzo e il 15 aprile sono rinviate d’ufficio, ad eccezione di quelle previste dall’art. 83, comma 3, del D.L. n. 18/2020 (v. infra);
  • tutti i termini per il compimento di qualsiasi atto procedurale sono sospesi fino al 15 aprile 2020;
  • l’esecuzione dei provvedimenti di rilascio degli immobili, anche ad uso non abitativo, è sospesa fino al 30 giugno 2020;
  • le attività di notifica e di esecuzione presso gli uffici UNEP sono limitate ai soli atti urgenti e indifferibili in scadenza.

 

Tali disposizioni hanno efficacia transitoria, per l’appunto sino al 15 aprile, e, a partire dal 16 aprile (fino  al  30 giugno 2020), potranno essere integrate ed adeguate ad opera dei  capi  degli  uffici  giudiziari con misure organizzative (tra cui la possibilità di svolgimento delle udienze civili che non richiedono la presenza di soggetti diversi dai difensori e dalle parti mediante collegamenti da remoto) necessarie per consentire il rispetto delle indicazioni igienico-sanitarie fornite dal Ministero della Salute, al fine di evitare assembramenti all’interno dell’ufficio giudiziario e contatti ravvicinati tra le persone, come previsto all’art. 83, comma 6, del D.L. n. 18/2020. Per tale periodo, nel caso in cui i provvedimenti di cui sopra precludano la presentazione della domanda giudiziale, è sospesa la decorrenza dei termini di prescrizione e decadenza dei diritti che possono essere esercitati esclusivamente mediante il compimento delle attività precluse dai provvedimenti medesimi.

Entrando nel dettaglio, per quanto riguarda il differimento immediato delle udienze, sino al 15 aprile le uniche udienze civili che possono svolgersi sono quelle relative a procedimenti riguardanti, tra l’altro: – alimenti o ad obbligazioni alimentari; – provvedimenti cautelari inerenti alla tutela di diritti fondamentali della persona; – provvedimenti in materia di tutela, di amministrazione di sostegno, di interdizione, di inabilitazione (solo se sussiste una motivata situazione di indifferibilità incompatibile anche con l’adozione di provvedimenti provvisori).

Dal 9 marzo 2020 al 15 aprile 2020 è pure sospeso il decorso dei termini per il compimento di qualsiasi atto dei procedimenti civili e penali. Si intendono pertanto sospesi, per la stessa durata, i termini stabiliti per l’adozione di provvedimenti giudiziari e per il deposito della loro motivazione, per la proposizione degli atti introduttivi del giudizio (ivi compresi i termini per la notifica del ricorso in primo grado innanzi alle Commissioni tributarie) e dei procedimenti esecutivi, per le impugnazioni e, in genere, tutti i termini procedurali. Ove il decorso del termine abbia inizio durante il periodo di sospensione, l’inizio stesso è differito alla fine di detto periodo. Quando il termine è computato a ritroso e ricade in tutto o in parte nel periodo di sospensione, è differita l’udienza o l’attività da cui decorre il termine in modo da consentirne il rispetto. Inoltre, tale sospensione è estesa anche per il periodo compreso tra il 16 aprile e il 30 giugno, per tutte le attività il cui compimento risulti precluso dai provvedimenti adottati dai capi degli uffici giudiziali ai sensi dell’art. 83, comma 6, del D.L. n. 18/2020. Inoltre, vengono sospesi fino al 30 giugno anche i termini per lo svolgimento di qualsiasi attività nel corso di mediazioni, negoziazioni assistite e, in generale, nei procedimenti di risoluzione stragiudiziale delle controversie, qualora i procedimenti in questione siano stati promossi entro il 9 marzo e costituiscano condizione di procedibilità della domanda giudiziale.

Infine, per quanto concerne le attività svolgibili presso gli uffici giudiziari, ed in particolare quelli del foro di Bologna, è stato disposto che:

  • l’accesso alle cancellerie è limitato alle sole attività urgenti ed indifferibili, rimanendo così sospesi tutti gli altri servizi al pubblico;
  • fino al 3 aprile 2020, l’accesso all’UNEP è consentito dalle 8.00 alle 10.00 per le sole attività concernenti atti urgenti ed indifferibili che scadono entro 3 giorni dalla richiesta;
  • rispetto alle attività comunque svolgibili presso gli Uffici UNEP, è stato precisato come, per l’espletamento di atti di notifica e di esecuzione, verranno predilette modalità che si avvalgono del servizio postale e che, in casi di sfratto/pignoramento/altri atti di esecuzione, da eseguirsi mediante accesso, l’Ufficiale Giudiziario può disporre il rinvio e, nel caso, notifica a mezzo del servizio postale copia del verbale.

 

Inevitabilmente, dunque, le descritte previsioni governative emergenziali condizioneranno l’attività giudiziale in senso lato. Riteniamo che sia assolutamente opportuno portarvi rispetto ed evitare attività che, dal lato pratico, possano essere rimandate successivamente al momento di cessazione delle suddette misure. Esattamente come rispettiamo e raccomandiamo di rispettare le misure finalizzate a contrastare l’emergenza epidemiologica applicabili a tutti i cittadini, evidenziando come le stesse (ed i problemi interpretativi delle stesse) possano creare situazioni cui è necessario prestare la massima attenzione.

Anche per questo siamo, come sempre e a maggior ragione in un momento così delicato, a vostra totale disposizione per qualsiasi esigenza.

 

Prima di concludere, segnaliamo come oltre all’attività giudiziaria, provvedimenti di gestione e contenimento dell’emergenza epidemiologica abbiano interessato anche il settore della proprietà intellettuale.

A livello nazionale, con Decreto direttoriale dell’11 marzo 2020 della Direzione Generale per la Tutela della Proprietà Industriale dell’UIBM è stata disposta la sospensione dei termini in scadenza nel periodo compreso tra il 9 marzo e il 3 aprile 2020 di cui all’art. 3 del Regolamento di attuazione del Codice di Proprietà Industriale, ad eccezione dei termini perentori del procedimento di opposizione alla registrazione di marchi, di cui all’articolo 176 del C.P.I., e dei ricorsi notificati, di cui all’articolo 147, comma 1, del C.P.I.. A tal fine non vi è necessità di presentazione di specifica istanza da parte degli interessati e tutti i termini interessati dalla sospensione riprenderanno a decorrere per la parte residua allo scadere di tale periodo. Si noti che è richiesto che, nel procedere al successivo adempimento, l’interessato è tenuto a precisare, nel campo “nota depositante” del modulo cartaceo o telematico, che il termine ordinario non è stato rispettato a causa dell’emergenza sanitaria da COVID-19.

Anche a livello europeo ed internazionale sono numerose le disposizioni di proroga dei termini in scadenza, di sospensione di udienze orali o di ricorso a modalità di video conferenza, per adeguarsi alla situazione emergenziale generata dal COVID-19.

Il Direttore esecutivo dell’EUIPO ha firmato la decisione n. EX-20-3 del 16 marzo 2020 che proroga all’1 maggio 2020 tutti i termini in scadenza tra il 9 marzo 2020 ed il 30 aprile 2020 che interessano tutte le parti dinanzi all’EUIPO. In altre parole, i termini sono prorogati fino a lunedì 4 maggio 2020, dato che venerdì 1 maggio è un giorno festivo.

Parimenti l’EPO con due Comunicazioni del 15 marzo 2020 ha adottato misure per fronteggiare il problema dei termini in scadenza e dello svolgimento del procedimento orale dinanzi alle Commissioni di ricorso: per quanto concerne i termini in scadenza, l’EPO ha disposto una proroga dei medesimi fino al 17 aprile 2020 in ordine alle scadenze dell’EPO comprese tra la data di pubblicazione della Comunicazione (15 marzo 2020) e quella del 17 aprile 2020; in merito al procedimento orale dinanzi alle Commissioni di ricorso, l’EPO ha stabilito che i procedimenti orali non si terranno nei locali delle Commissioni dal 16 marzo 2020 al 27 marzo 2020.

La WIPO, con nota informativa n. 7/2020, ha previsto che, data la concreta possibilità di riscontrare problematiche con l’accesso alla posta e ai servizi di consegna, nonché alla comunicazione elettronica, ed in caso di mancato rispetto dei termini, un atto è comunque considerato tempestivo se la relativa comunicazione è inviata entro cinque giorni dal recupero dell’accesso alla posta o ai servizi di consegna o alla comunicazione elettronica.

 

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